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La rabbia ti fa brutta, almeno se sei una donna. Se infatti il sorriso rende le signore più belle ed attraenti, il cattivo umore o la malinconia maschilizzano il loro volto, rendendolo meno gradevole.
Ciò emerge da una serie di esperimenti pubblicati dal “Journal of Vision”.
Nel primo test gli scienziati hanno lavorato con volontari (ambo sessi), chiedendo loro di identificare alcune immagini di espressioni facciali. I volti che esprimevano rabbia (sopracciglia basse, labbra tese) venivano in maggioranza attribuiti ad un proprietario maschile. Al contrario, facce marcate da sorrisi palesi e sopracciglia alte (simboli di gioia) venivano assegnati ad una donna.
Il secondo studio ha utilizzato invece volti con espressioni di gioia, rabbia, tristezza, paura, oppure neutre.
In generale, gli scienziati puntualizzano come i visi maschili vengano individuati rapidamente, mentre i volti femminili arrabbiati suscitavano dubbi ed incognite.
La dottoressa Ursula Hess, del Dipartimento di psicologia dell’università del Quebec a Montreal prova a spiegare: ” l’associazione fra i concetti uomo-rabbia e donna-felicità è talmente forte da influenzare le decisioni circa il sesso di qualcuno, quando la persona viene osservata brevemente”.
Secondo la psicologa, questo è un residuo (l’ennesimo) dell’evoluzione e della formazione della società. Nel passato, infatti l’uomo rivestiva il ruolo di protettore e di “aggressore” della coppia, mentre la donna era associata a concetti di dolcezza e protezione (a voler essere cattivi, anche di remissività). E secoli di lotte per la parità e di femminismo aggressivo non hanno cancellato l’associazione sorriso= maggiore femminilità.
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…e per rimanere in un’aria di sorrisi e serenità segnaliamo il pezzo di Arisa accompagnato dal trio delle sorelle Marinetti.
Guarda il Video: http://www.youtube.com/watch?v=4Wxf92Dqiac
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Saranno i migliori gruppi mascherati e le più effervescenti marching band italiane in corteo ad aprire la 129esima edizione del Gran Carnevale di Busseto 2010 nel segno del divertimento, della tradizione, della musica e della cultura che si svolgerà nelle domeniche del 31 gennaio, 7, 14 e 21 febbraio 2010 dalle 14.30 alle 19.
Non mancherà nessun ingrediente classico del carnevale: il concorso dedicato alle maschere più belle, il carro gigante più votato, la commedia dell’arte con Arlecchini, Pulcinella, Colombina, Pantalone in corteo, burlesque, clown e giocoleria di strada, salsicce e cotechino, dolci chiacchiere ricoperte di zucchero a velo, tortelli ripieni di marmellata, culatello, strolghino di salame, torta fritta calda, cioccolato verdiano e vin brulè fumante.
Ma il Carnevale è anche solidale: con lo slogan “È bello ridere se la tua risata raddoppia il sorriso altrui”, una parte del costo del biglietto d’ingresso (9 euro biglietto singolo; 20 euro abbonamento alle 4 domeniche), viene infatti devoluto in solidarietà.
Carnevale è, poi, soprattutto la festa dei bambini, e allora quelli che non superano il metro di altezza non pagano l’ingresso. Ogni domenica l’animazione sarà diversa: sbandieratori a ritmo di musica, sfilate di bande mascherate, concerti di bande storiche, spettacoli in costume itineranti, scuole di ballo al ritmo di salsa e merengue, majorette, artisti di strada.
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È una serie di tecniche che utilizza esercizi di respirazione profonda propri dello Yoga, esercizi di risata stimolata, di stretching e di gioco per Ridere senza motivo. L’organismo può così beneficiare di tutti gli effetti positivi prodotti da una risata spontanea; a forza di simulare ci si ritrova poi a ridere sul serio, rieducando il senso dell’umorismo. Lo Yoga della Risata è stato ideato dal dott. Madan Kataria, gelotologo (Gelotologia: Scienza del Ridere) e medico di Mumbai (India), che dal 1995 ha messo a punto una serie di tecniche per poter ridere in modo stimolato. Il dott. Kataria è stato definito dal London Times il Guru della Risata, ed è presidente e fondatore dell’International Laughter Club (Club della risata Internazionale), che catalizza oltre 5000 Club della risata (Laughter Club) in tutto il mondo. Il dott. Kataria porta avanti un importante messaggio pacifista. Egli afferma che ridere non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un linguaggio universale che può unificare il mondo. Per tale motivo ha istituzionalizzato la Giornata Mondiale della Risata (World Laughter Day), che si celebra ogni anno la 1° domenica di maggio e dove si ride a favore della pace nel mondo. Un primato in occasione di questo evento si è registrato nell’anno 2000 a Copenaghen, in Danimarca, dove oltre 10.000 persone si sono riunite nella piazza principale della città per ridere insieme.
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C’era una volta un signore molto buono, e generoso che viveva in una capanna nel bosco di un paese molto freddo.
I suoi vicini di capanna lo adoravano per la sua simpatia e per gli oggetti in legno che ricevevano in dono.
Il signor Natale trascorreva la giornata occupandosi del raccolto del suo orto, si prendeva cura delle sue amiche renne ed si divertiva ad intagliare il legno da cui ricavava piccoli e grandi oggetti che poi regalava ai vicini.
Il signor Natale era molto amato anche dai bambini del bosco per le storie che raccontava e perché era diverso da tutti gli altri adulti. Vestiva sempre di rosso ed aveva una lunga barba bianca. La cosa che piaceva di più sia ai bambini che alle loro mamme era la sua grande pancia morbida sulla quale i bambini più piccoli si addormentavano ascoltando i suoi racconti.
Un giorno il signor Natale fece un sogno: sognò un angioletto seduto sulle sue ginocchia che gli disse: “Sai una cosa signor Natale? Tu fai tanto per i tuoi vicini di capanna ma puoi fare ancora molto di più … si!
Puoi regalare un sorriso anche ai bambini che abitano fuori da questo bosco, ce ne sono tanti che non sono così fortunati da conoscerti ma che per un giorno … possono desiderare di aspettarti”.
Il signor Natale sorpreso per le parole dell’angioletto, gli chiese: “Ma come faccio io a regalare un sorriso? Io sono capace solo di raccontare storie e fare oggetti intagliando il legno.”
“Esatto! Proprio così!”, esclamò l’angioletto.
Il signor Natale si svegliò di soprassalto esclamando: “Esatto! Si! Proprio così! Quando racconto storie i bambini sorridono e quando regalo i miei oggetti di legno i genitori mi ringraziano … con un sorriso!!!!
Il signor Natale subito si rattristò: “Ma come faccio a raggiungere i bambini che abitano fuori dal bosco?”
La camera da letto si illuminò di una luce abbagliante ed il signor Natale riconobbe, tra la luce, la sagoma dell’angioletto del suo sogno che gli disse: “Ma ti devo proprio dire tutto? E le renne secondo te a cosa servono? Sono animali che non si stancano mai e che non soffrono il freddo!”
“Vero! – proseguì il signor Natale – “Potrebbero trainare la mia slitta … è un po’ arrugginita ma posso sistemarla per un viaggio così lungo!”.
Il signor Natale scattò fuori dal letto, uscì dalla capanna e chiamò gli elfi del bosco: “Presto amici, c’è un lavoro da fare per tanti bambini che hanno desideri. Presto! Venite! ho bisogno di voi per realizzarli!
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Vi segnaliamo l’intervista con Path Adams pubblicata da Il Sole 24 Ore.com del 25 novembre 2009.
Potete ascoltarla a questo link
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Due fratelli e tanti guai al centro di “Soul Kitchen” di Fatih Akin.
Fatih Akin si dà alla commedia e lo fa con una storia ricca di humour.
Protagonisti sono due fratelli di origini greche, uno impegnato nella gestione del ristorante “Soul Kitchen”, l’altro carcerato in semilibertà senza alcuna voglia di lavorare. Mentre quello con la testa a posto mette in progetto l’idea di trasferirsi a Shanghai dove è andata a lavorare la fidanzata, l’altro passa le giornate al chiosco delle scommesse. Il fratello ha però bisogno di lui e decide di affidargli il ristorante. Le cose però non andranno come dovrebbero andare…
Uno dei più divertenti film del Festival di Venezia 2009.
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(di Roberto Bianchi pedagogista e scrittore)
Ogni giorno plebei e lavoratori si recavano alla Domus del ricco patrizio. C’era chi recava ceste di frutta, chi offriva primizie trovate nelle campagne di Frascati, ognuno portava doni per ingraziarsi il Magistrato ma nessuno era sincero, andando solo in cerca di tornaconto personale.
“Che tristezza vedere tutta questa falsità!” diceva il patrizio, paludato dietro la sua preziosa tonaca e seduto al centro del giardino.
Intorno a lui i servitori facevano entrare i plebei. Lui per prassi doveva poi dare pane od offrire lavoro.
Il magistrato era sempre più angosciato.
Un giovane romano, Arus, guardava da fuori del dovizioso cortile, le scene che ivi si svolgevano. Era un ragazzo pieno di allegria, aveva in cuore la tipica cordialità romanesca, sempre portato al riso e all’allegria.
“Fatti in là!” gli ordinò un contadino che spingeva un carretto colmo di agrumi da portare in omaggio al patrizio.
L’educato Arus si scansò per far passare il colono ma storse la bocca e replicò:
“Io non ho nulla da portare al ricco Signore tuttavia vedo nel suo volto la tristezza e voglio regalargli un sorriso!”
Quando tutti se ne furono andati via, anche Arus chiese il permesso per entrare nel ricco cortile. In esso c’erano splendide fontanelle con le figure di Bacco e di Dioniso, di Diana e Cerere. Non mancavano alberi ricolmi di frutti e schiavi che sventolavano i ventagli per rinfrescare il triste padrone.
“Non ne posso più!” diceva fra i denti il magistrato seduto sconsolato sul comodo tronetto del suo giardino e riflettendo su quei comportamenti affatto amichevoli dei popolani.
Arus si avvicinò timido poi offrì il suo dono:
“Io non ti porto oggetti materiali o prodotti dei campi ma solo la mia allegria!” disse e regalò il suo sorriso.
Dopo aver trascorso ore in salamelecchi e finzioni, il magistrato non poté che sentirsi il cuore aperto a quell’espressione di amicizia e confortante. Fu un sorriso davvero magico.
La lietezza della gente di Roma è tipica caratteristica dell’Urbe. Da secoli e secoli il Romano ama scherzare e sa che il sorriso è quanto di meglio si possa donare a colui al quale si vuol bene.
Da quel giorno Arus fu per sempre il primo a essere accolto ogni mattina nel cortile patrizio e divenne grande amico del magistrato: lui che non aveva portato niente davanti al tronetto ma solo un sorriso…
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Una galleria selettiva ed esclusiva delle opere dei grandi Maestri della Caricatura, arricchita da preziose e affabulanti ”conversazioni” sull’Umorismo, che vuole essere un aperto omaggio alla cultura e all’arte del sorriso. Il catalogo è stato realizzato in occasione della riapertura del ”Museo Internazionale della caricatura’ di Tolentino, completamente rinnovato nelle strutture, nella funzionalità e nel suo assetto espositivo.
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